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Nuvola Numero Nove – album

Tracklist
L’ottavo album di inediti di Samuele Bersani è uscito il 10 settembre 2013.

  1. Complimenti!
  2. En e Xanax
  3. Chiamami Napoleone
  4. Desirée
  5. Ultima chance
  6. Settimo cielo
  7. D.A.M.S.
  8. Reazione umana
  9. Spia polacca
  10. Il re muore (con gli Egokid)

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Complimenti
COMPLIMENTI!

In un inverno molto avaro di creatività
scrivevo una canzone in treno vicino a Modena
ma poi si cancellò la parte che riguardava te
e fu per me come una morte non ricordare le parole
LALLALLALLALLALALLALLALLALLALALLALLALLALLA

In un’estate molto dura, di grande siccità
ti ho scritto una canzone intera e ne resta la metà
si è cancellato il ritornello che riguardava te
ogni riferimento, ogni dettaglio, è meglio se non c’è
rimaneLALLALLALLALLALALLALLALLALLALALLALLA

Fra i due litiganti un terzo incomodo c’è
si fa avanti un usuraio dei tuoi sentimenti
e te lo dico anche fuori dai denti
Complimenti!

Ti ho dato soprannomi che tu nemmeno sai
Suspiria, Shining, Rosemary’s baby, i primi che pensai
ma poi queste lenzuola non le ho cambiate mai
perché mantengono ancora l’odore e le scorie di un sogno

Fra i due litiganti un terzo incomodo c’è
si fa avanti un usuraio dei tuoi sentimenti
e te lo dico anche fuori dai denti
Complimenti!
LALLALLALLALLALALLALLALLALLALALLALLALLALLA

En e Xanax
EN E XANAX

En e Xanax non si conoscevano
prima di  un comune attacco di panico
e subito filarono all’unisono
Lei, la figlia di un’americana
trapiantata a Roma
e lui
un figlio di puttana
ormai disoccupata

En e Xanax si tranquillizzavano
con le loro lingue al gusto
di medicina amara
e chiodi di garofano
Lei per strada
lui rubava i libri
della biblioteca
e poi glieli leggeva
seduto sopra a un cofano

Se non ti spaventerai con le mie paure,
un giorno che mi dirai le tue,  troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
e su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere

En e Xanax quando litigavano
avrebbero potuto fermare anche il traffico
di New York o uccidersi al telefono
Lei si calmava, lui la ritrovava
nuda sulla sedia
e poi sovrapponevano il battito cardiaco

Se non ti spaventerai con le mie paure,
un giorno che mi dirai le tue,  troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
e su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere

En e Xanax
si anestetizzavano con le loro lingue al gusto di menta e marijuana
e poi si addormentavano

Chiamami Napoleone
CHIAMAMI NAPOLEONE

chiamami Napoleone chiama anche Cesare e se vuoi chiama chi ti pare
non c’è più niente qui
qui da conquistare che non ci siamo presi già

chiamami Morricone chiamami Mozart,  e se sente chiama Beethoven
non c’è più niente qui
qui da musicare a parte un disco dei Modà

chiama anche Dio, digli che io
io gli ho chiesto un favore alla volta e lo prego a modo mio
chissà se lui se lo ricorda…

chiama anche me, “ciao, come stai?”
avrei molte domande da farti ma non le faccio mai,
non voglio che tu mi risponda

chiamami la Cardinale, chiama Monica Vitti, e chiama chi sa invecchiare
tranquillamente qui
qui di naturale
c’è solo il tonno in scatola

chiamami  Sergio Leone, chiama Fellini anche se sogna lo puoi svegliare
non c’è più niente qui
qui in questo stivale
ridotto a pantofola

richiama Dio, digli così
mi aspettavo un messaggio privato e lo aspetto ancora qui
chissà se lui mi avrà in memoria

chiama anche me, “ciao, come stai?”
ho trovato occupato e ho pensato non ci parliamo mai
ma questa è un’altra storia…

D.A.M.S.
D.A.M.S

Io colpevolmente rubo tubi innocenti
e intendo sempre costruirci dei templi,
delle cattedrali con sbarre di ferro
piantate sul niente
Eccomi a Bologna in una camera umida
con il fiume sotto al letto, in via Val d’Aposa
sono iscritto al Dams e mi aspettano in mensa
bistecche di plastica rosa

Ho la mimetica da militare anche se sono pacifista
ho le cuffiette sulle orecchie e neanche una canzone entrata in testa
Analfabeta dell’amore
e grande esperto di pornografia
fra astinenza e abuso
Avrei dovuto immaginarlo prima che un giorno al posto del futuro
mi sarei trovato un tanfo di presente vecchio e già scaduto
Ho da telefonare a casa
e per non dire ancora una bugia
taglio e li saluto

Non risalteró per l’arte oratoria
ma ho bevuto molto e sono un pezzo di storia
un antico rudere o una cartastraccia, non vedi che faccia?
Scendo insieme ad altri senza freni da San Luca
sopra biciclette che hanno gli anni di chi le ruba
Sto quasi per vincere il Tour degli illusi, ma non ho previsto la buca…

Ho la mimetica da militare anche se sono pacifista
ho le cuffiette sulle orecchie e neanche una canzone entrata in testa…
Analfabeta in religione
e grande esperto  di scaramanzia
in dosi monouso
Ero in mezzo ai punkabbestia e mi hanno fatto un’intervista
sulla condizione della classe media studentesca
Non so se l’han mandata in onda,
la televisione non è mia e io non posso accenderla…

Avrei dovuto immaginarlo prima che un giorno al posto del futuro
mi sarei trovato un tanfo di presente vecchio e già scaduto
Ho da telefonare a casa, dovevo farlo senza nostalgia
invece ho chiesto aiuto e
mi son venuti a prendere

Ultima chance
ULTIMA CHANCE

Di meriti non me ne hai dati mai, anzi mi screditi davanti agli altri e ora lo fai come chi è cinico e pensa di essere sensibile, si crede integro e invece è solamente un debole. Tu hai la mia pietà per l’odio che ti ha nutrito di bugie, io ti perdono anche in nome di una mia grande libertà, le scelte sono mie. Dubito che detto questo tu smetterai subito, evito di immaginare ancora quello che mi darà il vomito. Il limite l’hai già raggiunto e ogni momento è insopportabile, io non ne posso più ma se reagisco allora ho smesso di combattere. Tu hai la mia pietà  per l’odio che ti ha riempito di manie e ti perdono anche  in nome di una mia grande libertà, non chiedo garanzie. Conto sulle dita i passi avanti aspettando segni di onestà e di risveglio, e come va? Non va un po’ meglio? Tu hai la mia pietà per l’odio che ti ha nutrito di bugie, io ti perdono anche in nome di una mia grande libertà, le scelte sono mie. Buono si, però coglione no, e tu ricordalo che aspetterò fino ad un certo punto e dopo non ti darò un’occasione per rimediare con ritardo al mio dolore… un’occasione per rimediare con ritardo al mio dolore…

Settimo cielo
SETTIMO CIELO

La prima volta che ci incontreremo ancora
non avrò la colpa di lasciarti andare via da sola
e ora fra le pagine c’è un nuovo segnalibro,
un cerchio nero sopra al calendario del destino, del destino
La prima volta che ci rivedremo
allora ti farò capire quanto so aspettare una persona
Non è da me tenere sulle spalle un paracadute
quando sto al settimo cielo con ali nuove

E sai che cosa direi?
Che io senza di te
ho l’aria di un fiammifero nel vento
E tu che cosa dirai?
nel nostro caso non c’è
risposta più chiassosa del silenzio

La prima volta che ci incontreremo dove
noi ci siamo scelti in mezzo a tutti gli altri con precisione
si riuscirà a riprendere la scena lì dal punto esatto,
per finalmente fare come avremmo fatto

La prima volta che ci perderemo insieme
sarà buio pesto e avrai la mia mano che ti tiene
Non voglio neanche più sentir parlare di paracadute
quando sto al settimo cielo con ali nuove

E sai che cosa direi?
Che io senza di te
in una bolla di cemento
E tu che cosa dirai?
nel nostro caso non c’è
risposta più paurosa del silenzio

La prima volta che ci incontreremo ancora
non avrò la colpa di lasciarti andare via da sola
Non voglio neanche più sentir parlare di paracadute
quando sto al settimo cielo con ali nuove

Reazione umana
REAZIONE UMANA 

Se non facciamo più caso ai mosconi che ci ronzano sopra
e ci mettiamo come scimmie in disparte a leccarci la reciproca coda

Se abbiamo infranto una regola sacra che andava solo difesa
se ci invadiamo a vicenda i confini
se ogni volta diventa pretesa

Se poi ci siamo da soli  obbligati a un letargo profondo
se abbiamo spento la luce per stare isolati dietro a tende che negano il mondo

Se recitiamo una parte rubata come fosse la nostra
se non troviamo per terra un gettone per godere di un giro di giostra

Vivere in emergenza anestetizza l’anima ,le toglie il senso del pericolo mortale
in questo stato di indifferenza acuta  è una novità provare un brivido, qualcosa in cui sperare
sapere apprendere l’esperienza da una pila scarica che non si ossida e si ostina a funzionare
Avere il fegato e l’esigenza di ottenere in pratica una ragione che ci possa provocareuna reazione umana

Se non facciamo più caso ai mosconi che ci ronzano sopra
e ci mettiamo come scimmie in disparte a leccarci la reciproca coda

Se abbiamo infranto una regola sacra che andava solo difesa
se ci invadiamo a vicenda i confini
se ogni volta diventa pretesa

Vivere in emergenza anestetizza l’anima ,le toglie il senso del pericolo mortale
in questo stato di indifferenza acuta  è una novità provare un brivido  ma forse è già un segnale
sapere apprendere l’esperienza da una pila scarica che non si ossida e si ostina a funzionare
Avere il fegato e l’esigenza di ottenere in pratica una ragione che ci possa provocareuna reazione umana

Desirée
Desirée

Desirée torna in sé dopo un sogno

svegliandosi tra gli scoiattoli di una città
su una panchina aspetta l’autobus
e si strofina le mani dal freddo che fa
è una mattina in cui le nuvole battono i taxi in velocità
e le altalene si credon libere di dondolare per propria volontà

Desirée conta sei semafori, otto fermate per scendere
intanto si fa un viaggio muto con chi ha di fronte e quasi si dimentica della realtà
per tre fermate ha avuto un complice, un cavaliere pronto a difenderla dai draghi alati

Desirée torna in sé dopo questo ennesimo saggio di danza con la fantasia,
s’incammina in mezzo agli alberi sotto a una pioggia di pezzi di fotografia
in un parcheggio sotterraneo tiene un sasso in mano e accelera un po’
É uno spavento solo momentaneo che si dissolve nei gas di scarico

Desirée sulle scale mobili mentre una radio lontana trasmette Fast Car
è circondata da soli uomini tutti replicanti di un’unità
ma se il deserto prevede un’oasi ecco che da lontano ne vede già i confini…

Spia polacca
SPIA POLACCA  

Con quell’aria da spia polacca non ho ancora capito chi sei
quante maschere e trappole hai sotto la faccia per difendere i tuoi occhi dai miei

È un mio limite, un mio difetto
non decifro i pensieri che fai
ma se interpreto bene quel tuo sorrisetto ho di che preoccuparmi
perché poi ti trasformi in un diavolo a letto e sai come incatenarmi

Tu non segui una strategia
tu conosci solo il tradimento
pensavo di avere vinto la lotteria
e sto in fallimento perchè tu mi hai
portato a perdere con mesi di follia
ogni valore e persino casa mia

Di ferite ne ho chiuse già troppe per permettermi nuovi tagli
ogni volta che usciamo io rischio le botte perché provochi gli ubriachi
poi mi prendo i tuoi calci della buonanotte e i tuoi aculei sui miei fianchi

Tu non segui una strategia
ma improvvisi sempre sul momento
pensavo di avere vinto la lotteria
e sono in fallimento perchè tu mi hai
portato a credere concreta l’utopia
che i nodi al pettine
li avresti sciolti senza vigliaccheria

Come uno spettatore pagante ho assistito alla tua recita
riconosco il talento, la vocazione per lo show e la stoffa da teatrante
La migliore dei Giuda che ho visto in palcoscenico,
sei perfetta per quella parte

Tu non segui una strategia
ma conosci solo il tradimento
Tu l’incasso l’hai portato via dall’appartamento
e io so di chi è l’impermeabile, il guanto in lattice e il sonnifero

Fai molta attenzione che io so quel che dico
ho raccolto le prove, ne ho un elenco infinito
Ti potrei rovinare con un semplice invio
ma nelle inquadrature ci sono sempre solo io

Il Re muore
IL RE MUORE

Rimango a farmi tenerezza
perché è cambiato il giorno
ma non tutto l’odio
che vedo qui intorno
ma quale ironia
servono soldi
muscoli
e strada da fare
per dimenticare

Tramonterai da solo
come tutte le luci del mondo
ti guarderò attraverso
senza chiederti dove né quando
mi stupirò piangendo
a non riconoscere il sole
che un tempo splendeva e che adesso muore

Muore la stagione della falsità
Muore l’illusione muore la mia età
Muore anche l’amore per un dio minore
Muore quel miracolo a metà
Muoiono i dolori della gioventù
Muoiono i ricordi e tu non sei più tu
Muoia questo regno oggi non ho più bisogno
Di un sovrano su di me

Non c’è ragione in questa pena
in me che aspetto
un’attenzione distratta
o l’ultima cena
finisce qui
prendete pure posto
e silenzio signori
che adesso il re muore

Saprò restare solo
nei miei occhi le luci del mondo
le guarderò attraverso
senza chiedermi dove né quando
mi sorprenderò ridendo
a non riconoscere il sole che un tempo splendeva e che adesso muore
Muore la stagione della falsità
Muore l’illusione muore la mia età
Muore anche l’amore per un dio minore
Muore quel miracolo a metà
Muoiono i dolori della gioventù
Muoiono i ricordi e tu non sei più tu
Muoia questo regno oggi non ho più bisogno
Di un sovrano su di me

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